News

Dermatite atopica: cos’è e come si cura

Dermatite atopica: cos’è e come si cura

11 Gennaio 2018

Ne soffre quasi un bambino su quattro e colpisce il 5% degli adulti: la dermatite atopica è un disturbo piuttosto comune.

Una patologia potenzialmente cronica che si presenta quando la barriera cutanea si altera e la pelle diventa vulnerabile alle aggressioni esterne.

È in questo momento che le sostanze irritanti e allergizzanti possono infiammare la cute del viso e del corpo, seccandola e rendendola molto sensibile.

Dermatite atopica: come riconoscerla?

Tra i sintomi più comuni della dermatite atopica compaiono prurito, eruzioni cutanee diffuse, pelle secca e che si squama facilmente.

L’epidermide, poi, può risultare arrossata ed iperreattiva: la pelle “tira” e si infiamma spesso, generando una fastidiosa sensazione di pizzicorio localizzato.

Prevenire e trattare la dermatite atopica con i prodotti dermocosmetici

Accanto ad una terapia farmacologica, ideale per curare il problema, è possibile prevenire l’insorgere della dermatite atopica ed alleviarne i sintomi grazie ad una corretta routine beauty.

Il primo passo è quello di scegliere prodotti detergenti molto delicati non schiumogeni e non profumati, e di ridurre la frequenza dei lavaggi, per non irritare troppo la pelle già stressata.

Per rigenerare e rafforzare la naturale barriera cutanea e ripristinare il film lipidico, poi, è consigliabile optare per prodotti emollienti e sfiammanti: un vero toccasana anche per lenire l’epidermide sensibile durante la fase acuta della dermatite.

Tra i prodotti disponibili in farmacia, sono particolarmente indicati quelli ricchi di acidi grassi Omega-6, capaci di lenire il prurito e combattere la secchezza, e di ceramidi, speciali lipidi che trattengono l’acqua all’interno del derma rendendo la cute meno esposta alle aggressioni esterne.

Geloni ai piedi: come curarli?

Geloni ai piedi: come curarli?

09 Gennaio 2018

Se siete stati per lungo tempo all’aperto, esposti alle basse temperature, potreste avvertire un bruciore alle mani o ai piedi.

Controllate il colore e la texture cutanea: se la pelle è lucida, gonfia ed ha un colore rosato o violaceo potrebbe trattarsi di geloni.

I geloni compaiono quando la pelle particolarmente sensibile viene esposta per tante ore al freddo, senza una dovuta protezione, e poi è sottoposta ad un brusco rialzo termico che crea una dilatazione troppo veloce dei vasi sanguigni. La cute si infiamma e si gonfia, a causa dell’edema dei tessuti, la pelle cambia colore, diventa bluastra e si presenta marmorizzata, tirata, più rigida e soggetta a spaccature.

Per prevenire i geloni, la prima regola è quella di indossare capi di abbigliamento che isolino termicamente la pelle. Se le zone delicate del vostro corpo non sono sufficientemente coperte da grasso o tessuto muscolare – come accade ad esempio a donne e bambini – assicuratevi di mantenerle al caldo e di favorire la giusta circolazione.

Se sapete per certo di dover rimanere per molte ore all’aria aperta prevenite la comparsa di geloni con creme che proteggano la cute, che svolgano una funzione di termoregolazione – aumentando il calore nelle zone più critiche e preservandone la dispersione – e che attivino il microcircolo cutaneo per evitare gli episodi di micro congelamento.

Se, invece, i geloni sono ormai una dolorosa realtà, correte ai ripari applicando delle specifiche creme lenitive e cicatrizzanti, in grado di risolvere le ulcere causate dal freddo e di sfiammare il bruciore.

Ottimi, per lenire, sono anche gli impacchi con fiori di calendula e olio di mandorle dolci.

I farmaci scaduti fanno male?

I farmaci scaduti fanno male?

07 Gennaio 2018

Vi è appena scoppiato un fortissimo mal di testa e ricordate che, da qualche parte in fondo al cassetto, dovreste proprio avere una confezione di analgesici.

Eccola trovata!

Ma…è scaduta il mese scorso!

Proprio nel momento del bisogno, trovarsi tra le mani un farmaco che ha superato la data di scadenza può far scattare dei dubbi. Cosa fare? Lo butto o lo prendo lo stesso? Farà davvero male?

La data di scadenza di un farmaco: un limite da rispettare sempre

La data di scadenza indicata sulla confezione di un farmaco indica chiaramente il limite entro cui tale medicinale, se conservato correttamente, può essere assunto in modo efficace e sicuro.

Un periodo da rispettare che, solitamente, è compreso tra i 12 mesi ed i 5 anni, ma che può variare notevolmente in base alla modalità di conservazione.

Ho preso un farmaco scaduto: che rischi corro?

A questa domanda hanno risposto le più importanti istituzioni in campo medico e la posizione è unanime: i farmaci scaduti devono essere smaltiti secondo le apposite modalità e non devono essere ingeriti.

Tuttavia, enti rispettabili come la Food and Drug Administration hanno dichiarato che anche farmaci che hanno oltrepassato la scadenza possono non dare effetti collaterali, sempre se conservati chiusi e mantenuti in buono stato. Cosa si intende per mantenimento in buono stato? Significa riporre i medicinali in un luogo asciutto e fresco, assolutamente al riparo dal sole e non esposti a fonti di calore.

Insomma: i farmaci scaduti non vanno presi, per non penalizzare la sicurezza del paziente e l’efficacia del medicinale, ma i rischi per la salute possono non essere sempre gravi.

In caso abbiate assunto un farmaco che ha oltrepassato la validità, consultate subito il medico o chiedete consiglio al farmacista.

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

05 Gennaio 2018

Freddo e gelo sono i principali nemici per la pelle del viso: il restringimento dei vasi sanguigni del volto provocato dalle temperature rigide, infatti, riduce l’ossigenazione dei tessuti, danneggiando la cute.

Ecco perché la pelle esposta a lungo al clima invernale perde tono, vigore e luminosità. Non solo: il freddo provoca anche una riduzione del film idrolipidico che dà elasticità alla cute. Così, nelle zone più fragili del viso, come ai lati della bocca, si possono formare antiestetiche e dolorose lacerazioni cutanee.

Cosa fare, quindi, per proteggere la pelle dal freddo intenso, e farla risplendere anche d’inverno? Ecco alcune soluzioni efficaci:

  • Creme ad alta concentrazione lipidica. Soprattutto in inverno è fondamentale utilizzare prodotti strutturati che siano in grado di nutrire la pelle inaridita dalle basse temperature. Per questo, le creme a base di acido ialuronico, oli vegetali e glicerina sono vivamente consigliate. L’azione emolliente e protettiva, ripara la cute dai danni provocati dal freddo.
  • Camomilla, calendula e olio di rosa mosqueta. Per trattare la pelle del viso al meglio anche d’inverno, il consiglio è utilizzare prodotti idratanti e nutrienti anche per la detersione, meglio se di estrazione naturale. Per una cute luminosa e brillante, quindi, inserite nella vostra beauty routine quotidiana – sia alla sera che al mattino – detergenti a base di camomilla e calendula. Inoltre, se il vostro viso appare disidratato ed irritato a causa del freddo, non dimenticatevi del potere delicato dell’olio di rosa mosqueta, perfetto per ridare vigore a pelli spente ed arrossate.
  • A tutta vitamina. Per proteggere il viso dagli effetti dannosi del freddo, nei prodotti cosmetici – e anche a tavola – date spazio alle vitamine: come la vitamina A, C ed E, preziose alleate contro il gelo e gli inverni rigidi. Ai sieri ad alta concentrazione vitaminica, abbinate un’alimentazione ricca di agrumi e legumi: il vostro volto non dovrà temere più nulla durante la stagione fredda.
Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

03 Gennaio 2018

Qualche giorno fa sono stati resi noti i risultati di uno studio statunitense sull’inquinamento dell’aria. Evidenze davvero preoccupanti, quelle appena pubblicate su JAMA – una delle più importanti riviste scientifiche al mondo – che dimostrano come le polveri sottili siano estremamente nocive per l’uomo anche se inalate durante brevi esposizioni.

Ma non è tutto: non sono solo i picchi di ozono a preoccupare gli esperti. Lo studio, infatti, ha evidenziato che le patologie collegate alla qualità dell’aria respirata – come asma, disturbi a carico del sistemo respiratorio e cardiovascolare e malattie della pelle – aumentano anche quando le concentrazioni inquinanti non arrivano a toccare le soglie critiche.

I ricercatori, quindi, auspicano che nel breve termine queste soglie di allerta vengano riviste al ribasso.

Una situazione, quella evidenziata dalla ricerca americana, molto attuale anche in Italia. Soprattutto chi vive in città, infatti, respira quotidianamente aria inquinata, con elevate concentrazioni di polveri sottili.

Cosa fare, quindi, per proteggersi dagli agenti atmosferici dannosi? Chiaramente, la soluzione migliore è limitare al massimo l’esposizione all’aria inquinata.

Tuttavia, chi non può fare a meno di stare all’aria aperta può ricorrere alla somministrazione di integratori antiossidanti: alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che questi prodotti possono limitare gli effetti nocivi di ozono e polveri sottili.

Inoltre, soprattutto nelle categorie a rischio come gli anziani, i bambini ed i soggetti con patologie polmonari, il consiglio è dotarsi di mascherine protettive – comodamente acquistabili in farmacia – in grado di filtrare l’aria respirata e capaci di ridurre notevolmente l’immissione di polveri sottili nei polmoni, pur consentendo una normale respirazione.

Infine, non dimenticate di curare la pelle sottoposta all’aggressione dello smog: le parole d’ordine sono detersione approfondita – mattino e sera – e nutrimento ricco, per creare una barriera lipidica in grado di proteggere la pelle dall’inquinamento.

5 proprietà incredibili del burro di karité

5 proprietà incredibili del burro di karité

01 Gennaio 2018

Idrata, lenisce e ammorbidisce la pelle: le principali virtù del burro di karité sono note a molti.

Quello che non tutti sappiamo, però, è che oltre alle più note proprietà questa sostanza naturale nasconde benefici incredibili e poco conosciuti.

Curiosi di sapere perché fa bene il burro di karité puro?

Ecco 5 proprietà incredibili di questa sostanza.

  1. Protegge i capelli

Il burro di karité puro svolge un’azione rigenerante e lenitiva sul cuoio capelluto, ideale per combattere gli stati infiammatori, come la psoriasi, e rafforzare le fibre della cute. Come utilizzare il prodotto? Applicando il burro di karité puro, semplice da acquistare in farmacia, come una maschera per capelli.

  1. Stimola la circolazione sanguigna

Il burro di karité, applicato con un massaggio intenso sulle caviglie e sugli arti inferiori, favorisce la circolazione sanguigna, migliora l’ossigenazione dei tessuti e incentiva l’eliminazione degli scarti metabolici.

  1. Previene e cura le smagliature

Il burro di karité è ricco di acidi grassi, è altamente emolliente e svolge un’azione rigenerante intensa sull’epidermide: per questo è molto indicato per riparare il tessuto cellulare rovinato e per stirare le smagliature su pancia e fianchi.

  1. Cura le ferite

Il burro di karité favorisce la rigenerazione delle cellule dei tessuti ed è quindi indicato anche nei casi di escoriazioni, ustioni e ferite.

  1. Combatte l’artrosi

Il burro di karité ha un elevato contenuto di vitamine ed antiossidanti ed ha riconosciute proprietà antinfiammatorie. Per questo viene spesso impiegato anche per massaggi contro i reumatismi, contro i principi d’artrosi e le infiammazioni tendinee.

Attenzione, però: perché il burro di karité sia efficace, assicuratevi di comprare sempre un prodotto puro e di alta qualità.

Chiedete consiglio al vostro farmacista di fiducia!
Vaccinarsi contro la polmonite? Pensaci se hai più di 65 anni

Vaccinarsi contro la polmonite? Pensaci se hai più di 65 anni

31 Dicembre 2017

Ogni anno un milione di persone nel mondo muoiono a causa della polmonite: una patologia che, solo in Italia, rappresenta la causa di decesso per 9.000 pazienti.

Solo per avere un metro di paragone, la polmonite provoca il triplo delle vittime degli incidenti stradali e uccide 33 volte in più dell’influenza, colpendo, nel 96% dei casi, pazienti di età superiore ai 65 anni.

Si può prevenire la polmonite? Sì, con l’apposito vaccino: ecco dove trovarlo, a chi è consigliato e chi è esente dal pagamento.

Il vaccino contro la polmonite è in farmacia

In farmacia è disponibile il vaccino contro la polmonite – anti pneumococco - ed è acquistabile gratuitamente dai pazienti che hanno superato i 65 anni.

È proprio questa fascia di persone, più fragili e con un sistema immunitario più debole, ad essere maggiormente esposta al rischio di contrarre la polmonite, sia come conseguenza dell’influenza che come patologia a sé.

In aggiunta, il Sistema Sanitario Nazionale consiglia la vaccinazione anti pneumococco – e la offre gratuitamente – ai pazienti con patologie croniche a livello polmonare, cardiovascolare o diabetico.

La stagione in cui i rischi sono maggiori? Anche se la polmonite colpisce tutto l’anno, il picco di contagi si concentra nei mesi invernali: complice l’arrivo dei virus influenzali, che per il 2018 si preannunciano aggressivi, e il calo delle temperature con conseguenti malattie a carico del sistema respiratorio, è tempo di riflettere su come mettersi al riparo dalle malattie di stagione.

Per difendersi dalla polmonite basta un’unica vaccinazione: somministrando il vaccino coniugato si può preparare l’organismo ed il sistema immunitario a difendersi dall’aggressione virale, per tutta la vita.

Per maggiori informazioni chiedi consiglio al tuo farmacista o al medico di fiducia.

Influenza in arrivo? Previenila con i probiotici

Influenza in arrivo? Previenila con i probiotici

29 Dicembre 2017

Se l’idea di prendere l’influenza ti fa venire i brividi, ma di paura e non di freddo, quest’anno gioca d’anticipo: evita il contagio e previeni i malanni stagionali prendendoti cura sin da ora del tuo stato di salute.

Per contrastare efficacemente i virus che durante la stagione autunnale ed invernale diventano più aggressivi, è importante stimolare la produzione di anticorpi e migliorare il sistema immunitario.

Come? Sfruttando la preziosa azione dei probiotici e dei prebiotici.

Ecco qualche consiglio.

  1. Via libera ai fermenti lattici

I fermenti lattici probiotici sono microrganismi attivi, importanti alleati del sistema immunitario. Il loro ruolo? I batteri benefici tengono sotto controllo la crescita di microrganismi nocivi all’interno dell’intestino e contrastano la vita degli agenti patogeni.

Per questo motivo, fermenti lattici efficaci come il Lactobacillus Acidophilus o il Bifidobacterium Lactis arrivano vivi nell’intestino e favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale, da cui ha origine il 70% delle difese immunitarie.

  1. Integra i prebiotici

Per aiutare l’efficacia dei probiotici, aggiungi alla dieta anche delle sostanze chiamate prebiotiche, che hanno il ruolo di nutrire i microrganismi buoni nell’intestino. I prebiotici, come l’inulina o lo psyllium, sono sostanze di origine alimentare che sostengono la flora batterica intestinale e sono comodamente disponibili in farmacia, spesso direttamente integrati ai probiotici per un potente effetto sinergico.

  1. Sostieni l’organismo con i complessi vitaminici

In caso di carenze specifiche, soprattutto in vista dell’inverno, aiuta il tuo organismo con speciali integratori vitaminici pensati per darti forza proprio dove ne ha più bisogno.

Complessi vitaminici, prebiotici e fermenti lattici probiotici non hanno effetti collaterali e possono essere assunti anche per lunghi periodi.

È per questo che, in vista dell’arrivo dell’inverno e dell’ondata di influenza, è bene iniziare a rafforzare l’organismo dall’interno, preparando il corpo a contrastare la sopravvivenza dei batteri nocivi e dei virus.

Bava di lumaca: i 4 benefici di un prodotto straordinario

Bava di lumaca: i 4 benefici di un prodotto straordinario

27 Dicembre 2017

Se la sola parola vi fa storcere il naso, dovrete ricredervi: la bava di lumaca è un prodotto naturale dalle incredibili virtù.

Un ingrediente che è diventato recentemente popolare, ma che in realtà affonda le sue radici in epoca antica: già le civiltà romane conoscevano le proprietà delle secrezioni di lumaca e ne sfruttavano i benefici per cicatrizzare le ferite e per curare i problemi gastrointestinali.

Per cosa si utilizza oggi la bava di lumaca?

  1. Per combattere il raffreddore

In farmacia sono disponibili numerosi sciroppi a base di bava di lumaca, che agiscono come fluidificante naturale. Gli enzimi contenuti all’interno dell’estratto di lumaca sciolgono il muco all’interno dei bronchi e ne facilitano l’espulsione. Un toccasana per la stagione invernale, ideale per combattere tosse grassa e naso chiuso.

  1. Per ringiovanire il viso

La bava di lumaca è ricchissima di collagene, acido glicolico, elastina e vitamine A ed E. per questo motivo le creme cosmetiche a base di bava di lumaca disponibili in farmacia sono ideali per ringiovanire la pelle del viso e rendere l’epidermide incredibilmente più soda e compatta.

  1. Per eliminare l’acne

La bava di lumaca ha anche proprietà antisettiche e cicatrizzanti: queste virtù la rendono un alleato prezioso per contrastare l’acne, combattere i batteri – purificando ed esfoliando – e sfiammare la pelle irritata in modo efficace.

  1. Per rimuovere le smagliature

In farmacia sono disponibili anche creme a base di bava di lumaca per il corpo, specifiche per rassodare, tonificare, nutrire e svolgere una potente azione contro le smagliature. Un prodotto che piace alle donne, ed in particolare alle neomamme!

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
I cookie sono piccoli file di testo che possono essere utilizzati dai siti web per rendere più efficiente l'esperienza per l'utente.

La legge afferma che possiamo memorizzare i cookie sul tuo dispositivo se sono strettamente necessari per il funzionamento di questo sito. Per tutti gli altri tipi di cookie ci serve il tuo permesso.

Questo sito utilizza diversi tipi di cookie. Alcuni cookie sono posti da servizi di terzi che compaiono sulle nostre pagine.

I cookie necessari aiutano a contribuire a rendere fruibile un sito web abilitando le funzioni di base come la navigazione della pagina e l'accesso alle aree protette del sito. Il sito web non può funzionare correttamente senza questi cookie.
I cookie per le preferenze consentono a un sito web di ricordare le informazioni che influenzano il modo in cui il sito si comporta o si presenta, come la lingua preferita o la regione che ti trovi
I cookie statistici aiutano i proprietari del sito web a capire come i visitatori interagiscono con i siti raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima.
I cookie per il marketing vengono utilizzati per monitorare i visitatori nei siti web. L'intento è quello di visualizzare annunci pertinenti e coinvolgenti per il singolo utente e quindi quelli di maggior valore per gli editori e gli inserzionisti terzi.
I cookie non classificati sono i cookie che sono in fase di classificazione, insieme ai fornitori di cookie individuali.